Concerto per immagini a otto mani

EticOAtelier e Club Clarabel

in occasione di

Notte della Cultura 2017
“The Big Beat Night”

presentano

“CONCERTO PER IMMAGINI
A OTTO MANI”

  • 7 ottobre 2017 dalle 18,30 alle 24,00
    Brescia via Musei, 31
  • 21 ottobre 2017 dalle 18,30
    Corte Franca  (Bs) Sala Civica

Narrazione non lineare di oggetti perduti, ricercati e ritrovati. Selezione naturale di immagini e cose a caso; caso che pare apparire palese, ma in realtà mente!
E’ una manifesta nascosta e intima ricerca.
Emozioni, ricordi e puro divertimento compositivo. Il re delle bugie con il naso lungo compare fra divinità antiche e icone post moderne.
Poesia beat, psicadelica, laida ludica e lirica.
Esecuzione a otto mani che suonano la stessa tastiera con partiture diverse.
Una melodia distonica e fragorosa dove scoprire una lettura ritmica personale, soggettiva. Percorso che segue linee e tracce di sentiero conduce nelle labirintiche improbabili ipotesi del significato.

Progetto fotografico e installazione:
Raffaella Smimmo, Elisa Rolfi, Stefano Pasini, Claudio Cominelli

Otto immagini per otto mani…

Alcune foto della serata in Via Musei a Brescia

il video proiettato sul manto stradale che accompagna, con una improbabile colonna sonora, il pubblico e lo introduce al mondo onirico dell’esposizione.

Scarica il piccolo catalogo PDF  > concertoperimmagini8mani-light

Anteprima Unwrapped flesh

Sabato 7 Maggio 2016 “Open Bank”
in occasione della giornata di inaugurazione della nuova filiale di Banca Etica Brescia

L’anteprima Unwrapped flesh presenta i primi scatti di studio e le prime improbabili costruzioni di un progetto fotografico che esplora la rappresentazione della figura umana in un rapporto surreale con corpi di carta, nastro adesivo e filo di ferro. Materiali e figure come “incarto” dei corpi, delle vite. Soffocati oppressi ma in un gioco di evasione e fuoriuscita dallo stesso imballaggio, incarto (non solo fisico) dal quale emergono le figure, la carne. L’anatomia si perde per ricostruirsi ex novo nell’alter ego feticcio. L’insieme diventa un nuovo organismo ibrido dove carta, nastro adesivo e pelle si fondono moltiplicando arti e corpi in un nuovo insieme scultoreo. La fotografia esplora questi alieni cercandone una vivisezione nel dettaglio o documentando come in un bestiario ottocentesco le improbabili figure intere.

Tuwajali Watoto

Dal 3 Dicembre 2014 al 9 Gennaio 2015


Martina Tragni, Giovanni “Gio” Iannaccio, Luigi “Gigi” Bossio

Kisedet.org e Gruppotanzania Onlus
Tuwajali Watoto – Prendiamoci cura dei bambini

Kisedet e Gruppo Tanzania sono due associazioni no profit, una ONG tanzaniana e una Onlus italiana, che collaborano da quasi vent’anni con l’obiettivo di permettere ai bambini e ai ragazzi della regione rurale di Dodoma di accedere allo studio, frequentare la scuola primaria, la scuola secondaria ed eventualmente scuole professionali e superiori. Dal 2010 ci occupiamo anche dei bambini di strada, un fenomeno che purtroppo sta crescendo, in questo caso il primo passo è conoscere questi bambini, invitarli presso le nostre case accoglienza per toglierli dalla strada, verificare con loro la possibilità di riunirli alle famiglie oppure iniziare un percorso di reinserimento sociale e scolastico.

Roack pietre concettuali

Dal 1 al 31 Ottobre 2014

Alessandro Beber, Giancarlo Beltracchi, Roswitha Canins, Paola Castagna, Claudio Cominelli

Una collettiva per festeggiare i 10 anni di OA EticoAtelier

video installazione: primo ottobre
Pittura, fotografia, scultura e poesia, installazioni e video installazioni, performance con letture e musica

… Rocce, Pietre, Sassi, Ciottoli. Materia nobile, calpestata, lanciata.
Dall’insignificate grano di ghiaia dei giardini alle pietre levigate dall’acqua, dalle montagne ai selciati.
Impronta o scarti del pianeta: sasso sporco di acqua e vita in volo perso nelle galassie spazio tempo. …

 

Fotoafette

Dal 12 Giungo al 10 Luglio 2014

Maurizio Bianchetti
Foto”Montaggi”. Immagini cinetiche e visioni spazio/temporali fra vinavil e taglierino

FoToaFeTTe presenta fotografie rielaborate con un’originale tecnica a collage tridimensionale dove lo spettatore, spostandosi nello spazio,
è invogliato a ricercare un rapporto attivo con l’immagine cogliendone le continue trasformazioni.

La mostra è visitabile fino al 10 luglio, da lunedì a venerdì,
dalle ore 9,30 alle ore 13, accesso dalla filiale di Banca Popolare Etica, via Musei 31 Brescia

“…Siria vita da campo profughi”

Dal 5 Dicembre 2013 al 10 Gennaio 2014

Fotografie di Gianna Pasini

SIRIA! VITA DA CAMPO PROFUGHI La Siria che ho visitato qualche anno fa non esiste più. Non si potranno più visitare i meravigliosi siti archeologici di Palmira, l’antico suk di Aleppo dove acquistare il tipico sapone, e nemmeno la caratteristica città di Homs… Semplicemente non esiste più un Paese con confini definiti, e la guerra civile in corso lo sta frammentando ancor più.

Ho fatto due viaggi in Siria nel 2013, a distanza di tre mesi circa l’uno dall’altro, attraversando il confine turco nei pressi di Kilis. Con altri volontari abbiamo portato aiuti umanitari presso il campo profughi di Bab el Salam (Porta della pace).
Avevo visitato altri campi profughi prima di allora, ma non durante una guerra in corso. Il campo si trova appena dopo il confine con la Turchia a circa quaranta chilometri da Aleppo. Città che non è stato possibile raggiungere perchè recente era la vicenda del rapimento dei cinque giornalisti della RAI, e la Farnesina aveva intimato di non entrare in territorio siriano. Al Bab el Salam però ci siamo andati visto che era lo scopo del nostro viaggio.

Come si vive in un campo profughi, dove la popolazione siriana si rifugia per allontanarsi dalle città-bersaglio di questa contesa?
Male ovviamente, ma vedere ”il come” è lo scopo di queste immagini che ho raccolto nel corso di queste mie esperienze.
Devo riconoscere che la seconda volta che sono stata al Campo, nel mese di giugno, ormai il mio viso era conosciuto, ed avevo sempre appresso un nugolo di bimbi che volevano farsi fotografare (avevo portato loro alcune foto fatte nel viaggio precedente). In qualche modo questo, se da una parte mi rendeva difficoltoso riprendere alcuni particolari sulle condizioni di vita del campo, dall’altra mi ha avvantaggiata perchè venivo invitata all’interno delle tende a far loro visita, o per farmi vedere dei “casi particolari” da riprendere con la mia reflex.

La distesa di tende al Bab el Salam è immensa, fila di centinaia di miseri ripari in un campo di terra che quando piove si trasforma in enormi pozzanghere di fango e fogne a cielo aperto. Quel che sono riuscita a documentare è soltanto una minima parte di quella realtà, perchè è impossibile rendere l’idea del caldo soffocante, ed al contrario, il freddo rigido in inverno, all’interno di quelle povere tende. Ma anche al di fuori, la realtà è altrettanto sconfortante e pesante da gestire in una quotidianità dove invece i bambini sembrano essersi agevolmente ambientati. Sono incredibili col loro “v” in segno di “vittoria” quando si avvicinano alla tua macchina fotografica. Forse hanno già accantonato i pianti della notte quando aerei da guerra sorvolavano la zona e si sentiva l’eco delle esplosioni.

Il campo di Bab el Salam è stato bombardato di notte pochi giorni dopo la nostra partenza, ed in seguito il conŏne di Kilis con la frontiera turca è stato chiuso.

Gianna Pasini 28/10/2013

 

Associazione di amicizia Italia-Palestina di Brescia

Dal 20 Giugno al 20 Luglio 2013

Fotografie di Gianna Pasini

“PALESTINESI: UN POPOLO CHE RESISTE”

Introduzione alla mostra fotografica presso la sede di banca Etica di Brescia dal 20/06 al 20/07/2013

65 anni, una pazienza lunga 65 anni! Nemmeno per 65 giorni sopporterei di vivere “prigioniera nella mia terra” come accade alla popolazione palestinese.

Le fotografie che compongono questa mostra sono state raccolte durante i miei viaggi in Palestina (o West Bank, – Cisgiordania – Territori Occupati Palestinesi, i mille modi in cui viene chiamato un posto che non viene riconosciuto), dal 2009 al 2012. In questo arco di tempo la situazione dei T.O. (Territori Occupati) di Palestina è notevolmente peggiorata, se con questo termine intendiamo le condizioni di vita di chi ci vive. Sono aumentati gli insediamenti coloniali ebraici, con ulteriore sottrazione di terra ai palestinesi, continua la costruzione del muro di divisione fra i due popoli, quello israeliano e quello palestinese, che si sta ultimando con percorsi tortuosi che determinano ulteriori separazioni anche tra i palestinesi stessi. Il muro circonda col suo perimetro gli insediamenti coloniali, includendo all’interno di esso le scarse risorse idriche, fino al paradosso di vedere le case dei coloni con piscina ed i tetti piani delle case dei palestinesi con la tipica cisterna/serbatoio per la raccolta dell’acqua.

Mi era stata chiesta una selezione di una ventina di foto fra le migliori scattate in questi anni… Ci ho provato e riprovato, ma i temi che volevo evidenziare col supporto delle immagini erano numerosi, e non sono riuscita a selezionarne meno di ottanta. Del resto questo fatto rispecchia la frammentarietà nella quale sono stati divisi un popolo e la sua terra.

Numerose immagini di medio formato invece di pochi ingrandimenti scelti. Come potevo trascurare Gaza ed il suo totale embargo da parte del governo israeliano o villaggi come Bil’in dove praticano da anni la scelta della non violenza, con manifestazioni pacifiche contro il muro? Il muro stesso che divide due popoli, non certo a pari condizioni, gli insediamenti coloniali dichiarati illegali da numerose risoluzioni O.N.U. mai rispettate da Israele? Gerusalemme Est (la parte araba della città santa) che rischia di scomparire a causa dei numerosi espropri ed il muro stesso che la isola dalle altre città palestinesi? Il quartiere di Sheik Jarrah ne è un chiaro esempio, ed ogni venerdì israeliani e palestinesi danno luogo ad un presidio dove non ho potuto fare a meno di fare alcuni scatti… Israeliani e palestinesi, insieme. E quei bimbi palestinesi che osservano la presenza dei militari dell’IDF (Esercito Israeliano) come se fosse la cosa più normale di questo mondo? Infatti è la loro quotidianità…

Sin dal primo viaggio fatto in Palestina, lontano dalle luci e dalle autostrade di Tel Aviv, nel cui aeroporto devi dichiarare che visiterai soltanto città israeliane (da imparare a memoria prima di partire cosa conviene rispondere agli interrogatori della security dell’aereoporto di Ben Gurion, pena l’espulsione immediata), quando poi vedevo tanto squallore e dignitosa povertà veniva spontaneo chiedere “Cosa posso fare per voi?”… Ebbene, la risposta era sempre la stessa, anche se le condizioni di vita potevano avere diverse sfumature… “Non abbiamo bisogno di aiuti materiali, anzi questo ci rende dipendenti da voi… L’unica cosa che può aiutarci è che voi OSSERVIATE con i vostri occhi la realtà in cui viviamo, e RACCONTARLA al vostro ritorno a chi pensa a noi come a dei terroristi, senza nemmeno conoscere la nostra Storia e l’occupazione militare che subiamo da 65 anni, da quel giorno di maggio del 1948 che noi chiamiamo nakba (la catastrofe) in cui ebbe inizio la nostra diaspora, giorno che coincide con la nascita dello Stato di Israele”.

Esisterà mai uno Stato di Palestina riconosciuto a livello mondiale come avvenuto per lo Stato di Israele?

2020(Gianna Pasini 4/06/2013)

Dignità e libertà

Dal 25 Gennaio al 16 Febbraio 2012

Fotografie di Letizia Battaglia

L’ARTISTA:
Letizia Battaglia è una fotografa palermitana di fama internazionale, è nota ai più come “fotografa della mafia” perchè ha, fin dai tempi del suo impegno come giornalista presso lo storico giornale “L’Ora”, immortalato le atrocità della malavita organizzata.
Ma non è solo questo. Le sue foto, spesso in un vivido e nitido bianco e nero, si prefiggono di raccontare soprattutto Palermo nella sua miseria e nel suo splendore, i suoi morti di mafia ma anche le sue tradizioni, gli sguardi di bambini e donne (la Battaglia predilige i soggetti femminili), i quartieri, le strade, le feste e i lutti, la vita quotidiana e i volti del potere di una città contraddittoria. (cfr.http://it.wikipedia.org/wiki/Letizia_Battaglia) Letizia Battaglia E’ socia e cliente di Banca Etica, convinta fin dall’apertura della Filiale di Palermo, ha messo a disposizione 25 dei suoi scatti storici per contribuire alla diffusione della cultura della legalità e del rispetto.

Descrizione della mostra:
Composta da 25 foto (50×70) in bianco e nero.
Le foto costituiscono un campione rappresentativo del lavoro dell’artista dagli inizi della sua carriera, la scelta che la stessa Battaglia ha fatto è di selezionare quelle meno cruente, sguardi di bambine, spaccati di società, elementi di contraddizione sociale.

(S)oggetti contundenti

Dal 25 Novembre al 15 Dicembre 2010

25 Novembre Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne
L’Onu ha scelto questo giorno per commemorare la tragica vicenda delle tre sorelle Mirabal violentate, pugnalate e strangolate il 25 novembre del 1960, per ordine del dittatore Trujillo.

Vernissage

ore 18.00
La Dottoressa Maria Puliatti
presenta dal suo ultimo libro:
Psicosomatica del dolore cronico pelvico femminile, il capitolo: Il ruolo dell’abuso sessuale nel dolore femminile. Parlerà del suo prossimo libro: Il ruolo dell’abuso sessuale nei disturbi del comportamento alimentare. Un approccio integrato al trattamento.

ore 18.30
Maria Gabriella Giovannelli pubblicista, scrittrice, regista e giornalista presenterà il suo libro: Il campo dei colchici, che narra la storia di Paolo e Anna…

ore 19.00
Corinna Conci e Clara Conci svolgono due performance con loro installazioni:
Nessuno è risolto e Il dentro (nel vicolo accanto alla galleria)

ore 19.30
Camilla Mangili, recita il monologo di S. Montalto:
Il lupo nel buio da Varianti di stupro (5 monologhi per donna sola)

ore 20.00
Domitilla Colombo
recita il monologo di S. Montalto:
Canto del sangue da Varianti di stupro (5 monologhi per donna sola)

ore 20.30
Tania Lorandi
presenta la mostra e il libro: (S)oggetti contundenti

scarica il testo di presentazione

Plastiche digitali

Dal 1 Ottobre 2004 al 10 Gennaio 2005

Claudio Cominelli (Plasticlo)

…”Plastiche Digitali è una creazione di Clo ( Claudio Cominelli ), una espressione derivata dal gioco, dal computer e dal remoto 2000. Una contaminazione pittorico-foto-grafica, omaggio ludico al sintetico… e viceversa, al materiale e immateriale-digitale. Un pensiero e forse un movimento sintetico, cromatico e plastico-so; un po’ ignorante. Un’ espressione semplice, visiva, di colori e volumi. Una scoperta di superfici e paesaggi organici stampati nella plastica e rilevati dal Macro e dai CCD delle macchinette digitali. Ma anche un test per una ricerca dei valori puri degli elementi non primi (non puri) non biologici, la plastica, il computer. O forse altro ? Quanto di più irreale ma orgogliosamente presente. Acceso come un pixel eccitato e colorato come un monitor che brucia la retina. Il ghiacciolo rosso o una merendina al cioccolato. Ma anche un volume a tutto tondo che diventa quasi carnale, smentendosi però nel colore. Un addio al digitale con i quadratini dei pixel ormai solo icona di un primitivo informatico. Un digitale che diventa tondo e ombreggiato che copia il vero e la natura cercandone una emulazione improbabile. La plastica degli oggetti riprodotti che fa da legame ideale fra natura e sintesi, vero e finto. Vero l’oggetto, finto il materiale, riprodotto con uno strumento del vero (la macchina fotografica), però digitale, dove di vero vi è ben poco. Peccato per la traduzione su pannelli fisici, solidi e pesanti. Ma poco importa, sono carini, lucidi e sembrano veri.”…