Karima Angilina Campanelli

Karima Angiolina Campanelli Il Canto della Dervisha

Mercoledi 15 Marzo  2017
dalle 18,00 alle 20,30

In questo periodo, dove religioni e islamfobia hanno creato paure e false ideologie, EticOAtelier vuole dare spazio ad una artista bresciana che vede anche nell’Islam un messaggio di pace ed amore, al pari delle altre religioni e del più ragionevole e condiviso senso laico di fratellanza e pace fra tutti gli uomini le donne e perche no gli artisti….  (NDR) EticOAtelier

Karima Angiolina Campanelli: regista di teatro-documentarista-autrice-pittrice, nasce a Brescia il 22-02- 1957, viaggiatrice instancabile,  ha conosciuto molti paesi del mondo, ma i luoghi della sua anima sono i veri protagonisti dei suoi viaggi… Sulle sue tele sentimenti primitivi, patrie di libertà: passione  e nostalgia, deserti e solitudini , maree gioiose, notti di cammini, devozione e poesia. Ogni quadro è una preghiera. Graffiti dedicati a Dio scolpiti sulle pareti  del  cuore .

Nota della critica:
Giulio Baffi scrive: A vedere le opere di Karima Angiolina Campanelli rimango sorpreso. Mi chiedo come quella materia visionaria messa insieme dalla sua mano leggera possa essere diventata qualcos’altro. Qualcosa di impensabile. Qualcosa di sorprendente. Un racconto. Anzi il puzzle colorato che forma un racconto misterioso. Quale sarà mai il percorso per attraversare il labirinto fantastico che Karima mi mostra? Dove troverò il filo di seta da svolgere e riavvolgere per dare forma, parole, sensazioni, presenze, alle emozioni che questi quadri mettono in moto? E cosa racconta mai questa donna che ha attraversato un tempo faticoso di conoscenza e approfondimento, a noi che ne osserviamo i segni misteriosi? Da dove provengono mai quegli uccelli fantastici, in quale territorio dell’anima troveranno rifugio e metteranno il loro nido al sicuro? Chi poggerà i suoi piedi sui tappeti che reggono i sogni, dai colori del mare di mezzogiorno, del tramonto struggente, delle albe incantate, dei fiori di primavera, delle notti di luna? Non saprei dire quali rappresentazioni lontane nel tempo hanno formato la memoria visionaria di quest’artista evidentemente dotata di una particolare sensibilità, ma c’è nelle sue opere come un suono che attraversa il silenzio, e certamente una matericità sublimata si moltiplica e prende forme imprendibili come fossero nubi che s’addensano cupe, scompigliate dal vento, oppure cancellate all’improvviso per lasciare spazio alla luce serena di un mattino. Ecco che i quadri di Karima ci mostrano allora la luce interiore dell’artista che sa guardare “oltre”, come per un dono prezioso. Non saprei dare risposte alle tante domande che mi sono posto osservando questi quadri. Il mio sapere è il teatro, territorio della parola che si fa visione, armonia di opposte creazioni. Eppure qualcosa di “teatrale” ho intravisto in questo percorso d’artista, come di oggetti che diventano altro e cambiano le loro forme attraverso le luci e le emozioni suggerite dall’autore e rese vere dagli attori e dai registi. Strano incontro in cui però non s’impennano le ansie ma quasi si placano, rasserenate da un sapere lieve e misterioso, e da un’armonia interiore che si fa applauso stupito e riconoscente.

Shaykh Abdu-r-Rahman Pasquini scrive:  La caratteristica essenziale del carisma pittorico di Karima Angiolina Campanelli in ognuna delle sue opere è l’intrigante matrimonio tra il loro back ground di modernissimo post-astrattismo non figurativo dell’ultima generazione americana di maestri del pennello e le sue monotematiche composizioni alfabetiche orientaleggianti, le quali, nell’armonico ordito dei loro grafemi arabi, sanno produrre nell’osservatore attento, che sia sulla lunghezza d’onda spirituale dell’artista, un intimo godimento estetico. In questo  sapiente connubio tra moderno e arcaico, scaturito sentimentalmente dalla profonda sensibilità di Karima Angiolina Campanelli, risiede il pregio della sua opera. La produzione pittorica di Karima Angiolina Campanelli ha tutte le carte in regola, per essere annoverata nell’arte islamica, sia in ragione delle armoniose  suggestioni cromatiche, che fanno da sfondo astratto inimitabile al leit motiv della suo visione spirituale mistica di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce; sia per il vibrante sentimento religioso che si esprime originalmente in ciascuna delle teofanie rappresentate, che sono una traduzione in dipinto della prima àyah della Sura l’Altissimo, che recita: “Glorifica il nome del tuo Signore l’Altissimo”. Ogni dipinto di Karima è un Ricordo di Allàh, rifulga lo splendor della Sua Luce. Dhìkru [A]llàhi è una glorificazione di Allàh, l’Altissimo, è un subḥāna [A]llàhi, una lode ad Allàh,  un al-Ḥàmdu li-[A]llàh, una magnificazione di Allàh, un Allàhu àkbar, una proclamazione della sua unità, unicità e uni-Personalità, un lā ilāha illā [A]llàh, una affermazione della Sua Onnipotenza, un lā ḥàwla wa lā quwwata, illā bi-[A]llàh, per cui ogni credente nella paternità divina del Sublime Corano e della Missione apostolico-profetica di Muhàmmad, che Allàh lo benedica e l’abbia in Gloria, dovrebbe essere orgoglioso di arricchire la propria casa con la presenza di un’opera teofanica di Karima, e – certamente – Allàh è più informato.

Di seguito alcune immagini della serata del 15 marzo 2017