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Associazione di amicizia Italia-Palestina di Brescia

Dal 20 Giugno al 20 Luglio 2013

Fotografie di Gianna Pasini

“PALESTINESI: UN POPOLO CHE RESISTE”

Introduzione alla mostra fotografica presso la sede di banca Etica di Brescia dal 20/06 al 20/07/2013

65 anni, una pazienza lunga 65 anni! Nemmeno per 65 giorni sopporterei di vivere “prigioniera nella mia terra” come accade alla popolazione palestinese.

Le fotografie che compongono questa mostra sono state raccolte durante i miei viaggi in Palestina (o West Bank, – Cisgiordania – Territori Occupati Palestinesi, i mille modi in cui viene chiamato un posto che non viene riconosciuto), dal 2009 al 2012. In questo arco di tempo la situazione dei T.O. (Territori Occupati) di Palestina è notevolmente peggiorata, se con questo termine intendiamo le condizioni di vita di chi ci vive. Sono aumentati gli insediamenti coloniali ebraici, con ulteriore sottrazione di terra ai palestinesi, continua la costruzione del muro di divisione fra i due popoli, quello israeliano e quello palestinese, che si sta ultimando con percorsi tortuosi che determinano ulteriori separazioni anche tra i palestinesi stessi. Il muro circonda col suo perimetro gli insediamenti coloniali, includendo all’interno di esso le scarse risorse idriche, fino al paradosso di vedere le case dei coloni con piscina ed i tetti piani delle case dei palestinesi con la tipica cisterna/serbatoio per la raccolta dell’acqua.

Mi era stata chiesta una selezione di una ventina di foto fra le migliori scattate in questi anni… Ci ho provato e riprovato, ma i temi che volevo evidenziare col supporto delle immagini erano numerosi, e non sono riuscita a selezionarne meno di ottanta. Del resto questo fatto rispecchia la frammentarietà nella quale sono stati divisi un popolo e la sua terra.

Numerose immagini di medio formato invece di pochi ingrandimenti scelti. Come potevo trascurare Gaza ed il suo totale embargo da parte del governo israeliano o villaggi come Bil’in dove praticano da anni la scelta della non violenza, con manifestazioni pacifiche contro il muro? Il muro stesso che divide due popoli, non certo a pari condizioni, gli insediamenti coloniali dichiarati illegali da numerose risoluzioni O.N.U. mai rispettate da Israele? Gerusalemme Est (la parte araba della città santa) che rischia di scomparire a causa dei numerosi espropri ed il muro stesso che la isola dalle altre città palestinesi? Il quartiere di Sheik Jarrah ne è un chiaro esempio, ed ogni venerdì israeliani e palestinesi danno luogo ad un presidio dove non ho potuto fare a meno di fare alcuni scatti… Israeliani e palestinesi, insieme. E quei bimbi palestinesi che osservano la presenza dei militari dell’IDF (Esercito Israeliano) come se fosse la cosa più normale di questo mondo? Infatti è la loro quotidianità…

Sin dal primo viaggio fatto in Palestina, lontano dalle luci e dalle autostrade di Tel Aviv, nel cui aeroporto devi dichiarare che visiterai soltanto città israeliane (da imparare a memoria prima di partire cosa conviene rispondere agli interrogatori della security dell’aereoporto di Ben Gurion, pena l’espulsione immediata), quando poi vedevo tanto squallore e dignitosa povertà veniva spontaneo chiedere “Cosa posso fare per voi?”… Ebbene, la risposta era sempre la stessa, anche se le condizioni di vita potevano avere diverse sfumature… “Non abbiamo bisogno di aiuti materiali, anzi questo ci rende dipendenti da voi… L’unica cosa che può aiutarci è che voi OSSERVIATE con i vostri occhi la realtà in cui viviamo, e RACCONTARLA al vostro ritorno a chi pensa a noi come a dei terroristi, senza nemmeno conoscere la nostra Storia e l’occupazione militare che subiamo da 65 anni, da quel giorno di maggio del 1948 che noi chiamiamo nakba (la catastrofe) in cui ebbe inizio la nostra diaspora, giorno che coincide con la nascita dello Stato di Israele”.

Esisterà mai uno Stato di Palestina riconosciuto a livello mondiale come avvenuto per lo Stato di Israele?

2020(Gianna Pasini 4/06/2013)